L’importanza del network nella gestione del paziente tossicodipendente con HCV

Campagna di screening HAND

Allo scopo di aumentare la diagnosi precoce e l’invio al trattamento il progetto HAND ha messa a disposizione nel 2019, oltre 2.500 test rapidi salivari per i SerD afferenti al Network, che hanno potuto scrinare i propri pazienti con una modalità rapida, efficace e sicura. Grazie alla collaborazione all’interno del Network e all’utilizzo degli di strumenti di progetto (piattaforma web e schede di condivisione dei dati aggregati) si è potuto seguire il Link to Care per un rilevante numero di pazienti. Questa attività sarà potenziata e nel 2020, anche verso i nuovi network aderenti al progetto.

Il virus

L’infezione da virus dell’HCV rappresenta una forma morbosa molto insidiosa, sia per la sua esclusività, sia per la facilità di contagio tra i soggetti a rischio. Tra questi, i consumatori di sostanze stupefacenti per via endovenosa, rappresentano la popolazione dove la contaminazione è molto elevata. L’epatite C è una malattia non solo del fegato, bensì colpisce diversi organi e apparati ed è per questo che necessita di un approccio clinico-terapeutico multidisciplinare.

 

Rischio di epidemia:
si stima che ogni consumatore con epatite C, possa infettarne altri 20 in tre anni

La diagnosi

Al fine di evitare i maggiori rischi legati al progredire della malattia è necessario investire sulla diagnosi precoce. Nella maggior parte dei casi infatti, la diagnosi viene posta quando la malattia inizia a presentare manifestazioni cliniche, il che può avvenire anche dopo anni dal contagio, periodo in cui i soggetti asintomatici fungono comunque da serbatoio del virus, favorendone la diffusione.

Si stima che il 70-80% dei soggetti tossicodipendenti in carico ai SerD non è sottoposto a test (secondo i dati nazionali presentati nelle Relazioni Annuali al Parlamento sulle tossicodipendenze) e questo non consente una stima affidabile di prevalenza nella popolazione considerata ad alto rischio.

Da uno studio (aggiornato a novembre 2019) basato su un modello matematico presentato al Congresso annuale dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) 20191, per l’Italia si stima che:

  • circa 280.000 pazienti con virus da epatite C (HCV) ancora da diagnosticare;
  • di cui circa 146.000 avrebbero contratto l’infezione attraverso l’utilizzo anche pregresso di sostanze stupefacenti.

1 Estimated prevalence of undiagnosed hepatitis C virus infected individuals in Italy: a mathematic model to accurately measure HCV prevalence with a route of transmission granularity L A Kondili et al.

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