L’importanza del network nella gestione del paziente tossicodipendente con HCV

CASERTA – BUONE PRASSI E NETWORKING NELLA GESTIONE DELL’EPATITE C IN SOGGETTI CON DISTURBO DA ADDICTION

Sede: Comunità Leo Amici, Via Valle Caserta 4 – Valle di Maddaloni (Ce)
Data: 26 settembre 2019
Id 5452-269393 Ed. 1  Crediti 7,3
Responsabili scientifici del Corso: Dr. Vincenzo Messina, Dott.ssa Lilia Nuzzolo
Curricula Faculty: Leggi

Obiettivo formativo ECM
Integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera.

Destinatari del Corso ECM
Medico Chirurgo (Allergologia e Immunologia Clinica, Gastroenterologia, Malattie infettive, Medicina Interna, Psichiatria, Farmacologia e tossicologia clinica; Igiene, epidemiologia e sanità pubblica; Medicina Generale (MMG); Direzione Medica di Presidio Ospedaliero, Psicoterapia, Epidemiologia); Farmacista (Farmacia ospedaliera); Educatore professionale; Assistente sanitario; Infermiere; Psicologo (Psicoterapia, Psicologia).

Razionale
L’infezione da virus dell’epatite C rappresenta una forma morbosa molto insidiosa sia per l’elusività del virus sia per facilità di contagio tra i soggetti a rischio, come i consumatori di sostanze stupefacenti.
vari organismi internazionali che si occupano del problema (WHO, UNODC, EMCDDA, ECDC) suggeriscono l’adozione di strategie specifiche per limitarne la diffusione fino alla sua eradicazione.
a recente disponibilità di nuovi trattamenti farmacologici a maggiore efficacia e meglio tollerati rappresenta un punto di forza per la reale opportunità di attivare un intervento risolutivo nei confronti dell’infezione da HCV.
Il maggiore punto di debolezza è raffigurato dalla bassa percentuale di soggetti a rischio sottoposti a test per anti-HCV: secondo i dati nazionali presenti nelle Relazioni Annuali al Parlamento sulle Tossicodipendenze il 70-80% dei soggetti in carico ai SerTnon è sottoposto a test e questo non consente di avere una stima affidabile di prevalenza in questa popolazione considerata ad alto rischio.
Nella maggior parte dei casi la diagnosi viene posta quando la malattia inizia a presentare manifestazioni cliniche, il che può avvenire anche dopo anni dal contagio, e in questo periodo i soggetti asintomatici ma infetti fungono da serbatoio del virus favorendone la diffusione.

Le strategie internazionali suggeriscono l’attivazione delle seguenti azioni:

  • La sensibilizzazione dei professionisti di settore (SerT) a sottoporre i pazienti al test;
  • La sensibilizzazione dei pazienti a sottoporsi al test (counseling pre-test);
  • L’impiego di test di facile somministrazione ma ad alta affidabilità (salivari) per ridurre la dispersione tra prescrizione del test e sua esecuzione;
  • Restituzione dell’esito del test (counseling post-test);
  • Accompagnamento (non invio) del soggetto sieropositivo presso il centro di epatologia per accertamenti di secondo livello e inserimento in protocollo farmacologico antivirale.

Sono considerati elementi favorenti il risultato finale, l’esecuzione del test presso il SerT e la presenza periodica dell’epatologo/infettivologo che poi avvierà il trattamento farmacologico.
L’obiettivo del Progetto HAND consiste nel facilitare il networking locale tra Servizi per le Tossicodipendenze (SerT) e Centri di Eccellenza in Epatologia sul territorio con un progetto articolato che evidenzi le buone prassi locali e le metta a disposizione degli altri punti del network creando delle best practices da condividere a livello nazionale.

PROVIDER ECM 
ID 5452
LETSCOME3 S.r.l.
Via della Bufalotta 374 – 00139 Roma
Telefono +39 06 91502790

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PRESENTAZIONI IN AULA

Luigi Andreozzi
Ernesto Claar
Salvatore Ferrara
Crescenzo Ilardi
Vincenzo Iovinella
Antonio Izzi
Guglielmo Lauro
Anna Loredana
Vincenzo Messina
Roberto Mollica
Peppe Nese
Lilia Nuzzolo
Enrico Parente
Piedimonte Matese

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