L’importanza del network nella gestione del paziente tossicodipendente con HCV

CATANZARO – BUONE PRASSI E NETWORKING NELLA GESTIONE DELL’EPATITE C IN SOGGETTI CON DISTURBO DA ADDICTION

Sede: Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”, Viale Europa. Catanzaro
Data: 18 settembre 2019
Id 5452-268001 Ed. 1
Crediti 7,3
Responsabili scientifici del Corso: Dr. Benedetto Caroleo, Dr. Franco Montesano

Curricula Faculty: Leggi

Obiettivo formativo ECM
Integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera.

Destinatari del Corso ECM
Medico Chirurgo (Allergologia e Immunologia Clinica, Gastroenterologia, Malattie infettive, Medicina Interna, Psichiatria, Farmacologia e tossicologia clinica; Igiene, epidemiologia e sanità pubblica; Medicina Generale (MMG); Direzione Medica di Presidio Ospedaliero, Psicoterapia, Epidemiologia); Farmacista (Farmacia ospedaliera); Educatore professionale; Assistente sanitario; Infermiere; Psicologo (Psicoterapia, Psicologia).

Razionale
L’infezione da virus dell’epatite C rappresenta una forma morbosa molto insidiosa sia per l’elusività del virus sia per facilità di contagio tra i soggetti a rischio, come i consumatori di sostanze stupefacenti. vari organismi internazionali che si occupano del problema (WHO, UNODC, EMCDDA, ECDC) suggeriscono l’adozione di strategie specifiche per limitarne la diffusione fino alla sua eradicazione. a recente disponibilità di nuovi trattamenti farmacologici a maggiore efficacia e meglio tollerati rappresenta un punto di forza per la reale opportunità di attivare un intervento risolutivo nei confronti dell’infezione da HCV. Il maggiore punto di debolezza è raffigurato dalla bassa percentuale di soggetti a rischio sottoposti a test per anti-HCV: secondo i dati nazionali presenti nelle Relazioni Annuali al Parlamento sulle Tossicodipendenze il 70-80% dei soggetti in carico ai SerTnon è sottoposto a test e questo non consente di avere una stima affidabile di prevalenza in questa popolazione considerata ad alto rischio. Nella maggior parte dei casi la diagnosi viene posta quando la malattia inizia a presentare manifestazioni cliniche, il che può avvenire anche dopo anni dal contagio, e in questo periodo i soggetti asintomatici ma infetti fungono da serbatoio del virus favorendone la diffusione. Le strategie internazionali suggeriscono l’attivazione delle seguenti azioni:

  • La sensibilizzazione dei professionisti di settore (SerT) a sottoporre i pazienti al test;
  • La sensibilizzazione dei pazienti a sottoporsi al test (counseling pre-test);
  • L’impiego di test di facile somministrazione ma ad alta affidabilità (salivari) per ridurre la dispersione tra prescrizione del test e sua esecuzione;
  • Restituzione dell’esito del test (counseling post-test);
  • Accompagnamento (non invio) del soggetto sieropositivo presso il centro di epatologia per accertamenti di secondo livello e inserimento in protocollo farmacologico antivirale.

Sono considerati elementi favorenti il risultato finale, l’esecuzione del test presso il SerT e la presenza periodica dell’epatologo/infettivologo che poi avvierà il trattamento farmacologico. L’obiettivo del Progetto HAND consiste nel facilitare il networking locale tra Servizi per le Tossicodipendenze (SerT) e Centri di Eccellenza in Epatologia sul territorio con un progetto articolato che evidenzi le buone prassi locali e le metta a disposizione degli altri punti del network creando delle best practices da condividere a livello nazionale.

PROVIDER ECM 
ID 5452
LETSCOME3 S.r.l.
Via della Bufalotta 374 – 00139 Roma
Telefono +39 06 91502790

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PRESENTAZIONI IN AULA

Maria Giulia Audino
Benedetto Caroleo
Vincenzo Mellace
Loredana T. Merenda
Franco Montesano
Roberto Mollica
Lorenzo A. Surace
Alfredo Vallone

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