NETWORK HAND

L’attività di facilitazione del Network passa attraverso la sensibilizzazione al dialogo e al confronto all’interno dei team multidisciplinari, alla raccolta delle best practice e delle criticità nella gestione del paziente PWID e comunque della popolazione a rischio afferente a Servizi per le Dipendenze.

Per garantire efficacia e operatività al progetto, sono stati invitati a partecipare Centri di cura HCV e Ser.D., distribuiti sul territorio nazionale, con una progressione continua dall’attivazione del progetto (2019, 2020).

Il Network HAND ha una forte caratterizzazione su base locale. Infatti, le realtà selezionate (Centri per la cura del HCV e Ser.D.) sono afferenti a diverse Regioni italiane, caratterizzate da peculiarità di processo, amministrative e politico/istituzionali molto differenti fra loro e che influenzano, con opportunità e/o limitazioni, la pratica clinica. Questo, nelle premesse, consente un’analisi e un confronto orientato al miglioramento dei processi di gestione del paziente tossicodipendente HCV+ e ad un allineamento delle conoscenze.

A Novembre 2020 il Governo Italiano firma il decreto attuativo per il Fondo Nazionale per lo screening gratuito dell’epatite C, una grande opportunità per dare seguito alle strategie di cooperazione interdisciplinare messe in atto tra specialisti della cura dell’HCV e i Ser.D. ai fini di includere così il maggior numero di consumatori di stupefacenti nel programma terapeutico. Un’azione concreta da parte delle regioni è però necessaria per rendere disponibili i fondi ed evitare che quest’azione possa scadere in modo infruttuoso.

Flusso di collaborazione

Il network operativo tra Ser.D. e Centri per la cura epatalogici e delle malattie infettive è fondamentale per la diagnosi precoce dell’epatite C e per facilitare l’accesso alle cure delle popolazioni speciali.

Sono già in atto nuovi modelli operativo-gestionali per favorire lo screening del HCV nei pazienti che afferiscono ai Servizi per le Dipendenze. Essi prevedono, inoltre, un percorso di supporto del paziente a 360° che parte dalla sensibilizzazione sull’importanza della diagnosi precoce dell’epatite C, passa attraverso l’effettuazione di test rapidi direttamente nei Ser.D., e si conclude con l’eventuale passaggio alle cure di ultima generazione.

Il risultato finale è il ritorno del soggetto con dipendenza da sostanza al Ser.D. libero dal virus dell’epatite C per proseguire il suo percorso di recupero.