INTANTO SI È CHIUSA LA QUINTA EDIZIONE DEL PROGETTO HAND

(DIRE) Roma, 21 dic. – Il 2023 si chiude con un’ottima notizia per le persone affette da epatite C. In Conferenza Stato Regioni, presieduta dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, è infatti stata sancita l’intesa sulla proroga del Fondo Nazionale per lo Screening Nazionale gratuito per l’eliminazione del virus dell’HCV fino a dicembre 2024 per la coorte di nascita dal 1969 al 1989, per tutti i soggetti seguiti dai Ser.D. e per tutti i soggetti detenuti in carcere. Una notizia sperata ma certamente non scontata per quanti devono fronteggiare questa malattia causata dall’HCV, che infetta il fegato, ne distrugge le cellule e determina
l’infiammazione. Il prossimo passo è ora una ulteriore risposta da parte dell’Amministrazione centrale alla richiesta dell’allargamento della fascia di età sulla popolazione, ovvero di fare screening anche ai soggetti nati tra il 1948 e il 1968. Fra le azioni migliorative sarebbe utile implementare un percorso che preveda l’offerta proattiva del test per l’epatite C a tutte quelle persone, nella fascia di età prevista, che arrivano in ospedale. Un sistema che si è dimostrato estremamente efficace laddove è stato applicato. Per valorizzarlo ancora di più si potrebbe inserire questo strumento tra gli obiettivi che i Direttori Generali sono chiamati a raggiungere durante la propria attività. Per quanto riguarda il Sistema dei Servizi per le Dipendenze, dove ancora si registra la più alta prevalenza e incidenza di casi di infezione, sarebbe auspicabile raggiungere modelli efficaci orientati al ‘same day treatment’, ovvero metterli in condizione di testare la propria utenza e disporre della prescrivibilità per procedere con il trattamento con DAA lì dove necessario. In questo scenario si inserisce a pieno titolo il progetto HAND (Hepatitis in Addiction Network Delivery), nato con l’obiettivo di anticipare la fase di screening dell’epatite C (HCV) nella popolazione PWID (People Who Inject Drugs) e in tutta l’utenza a rischio afferente ai Ser.D. Promosso dal provider Letscom E3 con il contributo non condizionante di AbbVie, il Progetto HAND, che ha mandato in archivio la propria quinta edizione, ha contribuito dal 2019, con l’attivazione di 65 network locali, all’erogazione di oltre 10.000 test rapidi anti-HCV, alla formazione di circa 2.500 operatori con gli oltre 65 corsi ECM organizzati e 100.000 materiali informativi distribuiti alla popolazione target. Per la sua rilevanza a livello nazionale, HAND è stato accompagnato nei cinque anni trascorsi dal patrocinio delle società scientifiche SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD. Il progetto HAND continua ad essere inquadrato in un contesto che necessita ancora di supporto per mettere a pieno regime le risorse stanziate dallo Stato italiano. È necessario sottolineare che si tratta di un problema estremamente rilevante, considerando che in Italia vi sono almeno 200mila soggetti con infezione da HCV ancora non diagnosticati. Una situazione che non mette il nostro Paese in linea con quanto richiesto dall’OMS, ovvero l’eliminazione dell’infezione da HCV entro il 2030.

È dunque ancora necessario e utile che vi siano progetti come HAND a supporto dei servizi per le dipendenze o comunque per il sistema di screening, diagnosi e cura dell’epatite C, a maggior ragione dopo la notizia del via libera alla proroga del Fondo Nazionale per lo screening nazionale gratuito per l’eliminazione del virus dell’HCV fino a dicembre del prossimo anno. Da una analisi delle evidenze acquisite sul campo, emerge che ciò che manca è una maggiore sensibilizzazione a livello regionale. Alcune regioni hanno avviato lo screening solo parzialmente, altre hanno invece individuato la modalità di screening e poi di ‘linkage to care’ ai diversi centri ma poi, in realtà, non hanno avviato in maniera efficace tutto questo. Le istituzioni centrali manifestano particolare attenzione. In particolare, il ministero della Salute è molto sensibile a questa problematica e si sta impegnando per portare le regioni ad attivare a tutti i livelli il massimo dell’attività per cercare di giungere all’eliminazione dell’epatite C.